Acquafondata, in breve
Acquafondata (Acuaf'ûnnàta in dialetto locale) è un comune italiano di 247 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio. In provincia è il comune con il minor numero di abitanti. Centro agricolo e turistico del versante meridionale delle Mainarde, confina con il Molise. Per il legame che lo unisce al tradizionale strumento a fiato del mondo pastorale è stato definito: "il borgo della zampogna"
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Nel 744 d.C., Gisulfo II, duca longobardo di Benevento donò dei territori al monastero di Montecassino dando inizio alla signoria monastica della Terra di san Benedetto. Tale donazione fu confermata successivamente da scritti imperiali e regi, fra cui quello del 928 del principe longobardo Atenolfo II che ne fissava i confini e che citava, tra le altre, la località di Acquafondata: "inde vadit Aquafundatam…". La località era quindi così denominata ancor prima della costruzione del castello e dell'insediamento degli abitanti. Il nome del luogo è antecedente all'abitato. Un primo castello fu edificato nell'alto Medioevo, tra il 1017 e il 1022 dai conti di Venafro i quali reclamavano la proprietà del territorio;
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L'edificio sacro sorge nella parte più elevata del borgo antico di Acquafondata, al centro del primo nucleo abitativo, che nasce come castello. L'impianto "basilicale" della struttura, con le tipiche tre navate a croce latina conserva all'interno, dopo i restauri post-bellici e quelli del post-terremoto del 1984, un caratteristico stile sobrio ed essenziale che valorizza gli antichi blocchi di pietra locale del fabbricato. È la chiesa matrice di Acquafondata, prima parrocchia nel territorio comunale in ordine di antichità; la sua costruzione risale ai primi decenni dell'anno 1000.
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Non sono presenti scuole nel territorio comunale. Complesso Bandistico Città di Acquafondata Il Complesso Bandistico d'Acquafondata, si è costituito nel 1865; all'epoca indossava la divisa del corpo dei bersaglieri. Si tramanda che una sua particolare esibizione, alla fine dell'Ottocento, abbia portato benefici a tutta la comunità. Tale esibizione, infatti, è avvenuta durante un viaggio del re Vittorio Emanuele II, il quale partito da Roma per Caserta, fece sosta nell'Alta Terra di Lavoro fermandosi a Roccasecca. Questa circostanza fece sì che le autorità della zona accorressero a dare il benvenuto al Re, portandosi come motivo di acclamazione e saluto le proprie Bande Musicali.
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I piatti tipici della tradizione di Acquafondata sono sostanzialmente collegati alle stagioni e ai prodotti della terra. Le patate e i legumi sono gli alimenti base della cucina tradizionale, seguiti immediatamente dalla farina di mais con la quale si realizza il "Tardaglione", polenta "verde" con le rape. Lo spezzatino di pecora, il soffritto con le interiora dell'agnello e "l'Abbuoto" sono peculiari ai giorni festivi. Sempre dalla pecora si ricava il latte per la realizzazione di formaggi, modesta produzione a livello familiare unitamente alle salsicce di maiale, essiccate e conservate nello strutto. Per il Natale e il Capodanno ogni famiglia del paese confeziona gli "sciusc", ciambelline di pasta di pane, fritte e mangiate calde.
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L'economia, di tipo familiare, è legata alle attività della pastorizia e dell'agricoltura, che da ultimo, ha visto l'introduzione della coltivazione della patata rossa. Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui). Nel 2015 le 8 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,02% del totale provinciale (33.605 imprese attive), hanno occupato 11 addetti, lo 0,01% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco più di un addetto (1,38).
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Situato al centro di una vallata e circondato dai monti della Meta, il centro abitato è posto a 926 m s.l.m., su un poggio calcareo dominato dal Monte Monna Casale, (1395 m s.l.m.) nell'area meridionale delle Mainarde. La vallata, fertile per la produzione di patate e legumi, è il fondo prosciugato dell'antico lago di Acquafondata donde il borgo trae il suo toponimo. L'opera di bonifica, attraverso la realizzazione di un traforo per lo scolo delle acque insalubri e stagnati, ha inizio nel 1882 e vede il compimento nel 1901. Nei pressi della frazione di Casalcassinese si trovano le sorgenti del torrente Rava, che scorre verso sud-est, in direzione di Pozzilli nel Molise, prima di confluire nel fiume San Bartolomeo, (uno degli affluenti del Volturno).
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