San Donato Val di Comino, in breve
San Donato Val di Comino (Sàndërnàtë in dialetto locale) è un comune italiano di 1 861 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio. Si trova all'interno del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Il paese è uno dei crocevia per il passaggio dal versante laziale a quello abruzzese tramite il valico Forca d'Acero.
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Secondo alcune fonti, da tempo variamente discusse, le sue origini sono da ricollegarsi alla storia di Cominium, un avamposto sannita, distrutto nel 293 a.C. dagli eserciti di Roma, che sarebbe stato ubicato nella Valle di Comino, in particolare nel territorio contrassegnato oggi dai comuni di Alvito, Vicalvi e, appunto, San Donato Val di Comino. Qui l'edificazione di un primo santuario dedicato al culto di San Donato appare coeva, o comunque di poco successiva, al 304, anno del martirio dell'allora vescovo di Arezzo. Il territorio cominese appartenne, in seguito, ai Longobardi, nell'ambito della cosiddetta Langobardia Minor.
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In principio il Santuario fu eretto come piccola Abbazia benedettina dipendente dall'Abbazia di Montecassino. Il primo documento in cui viene nominato è del 778 d.C.; l'anno in cui il Duca di Spoleto, Ildebrando, concedeva la chiesa ed il territorio di San Donato al Monastero di San Vincenzo al Volturno. Dell'originale "aecclesia" non ci sono tracce, in quanto numerose modificazioni e ristrutturazioni hanno portato il santuario all'aspetto attuale. La lunghezza dell'edificio è di 26 metri, la larghezza è di 12 metri e infine la cupola è di 18 metri di altezza, è costituito da 3 navate, di cui la centrale contiene affreschi che rappresentano i momenti più significativi della vita del santo.
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Il Museo del Novecento e della Shoah racconta l'internamento degli ebrei stranieri e la guerra a San Donato. Le otto sale approfondiscono il primo Novecento, il fascismo, l'emigrazione, San Donato retrovia del fronte di Cassino, la deportazione degli internati ad Auschwitz, l'arrivo degli Alleati, il referendum Monarchia-Repubblica, la ricostruzione di Montecassino ad opera degli scalpellini di San Donato. Le attività organizzate prevedono visite guidate, laboratori, percorsi didattici che legano i temi sociali del museo (accoglienza, inclusione, integrazione, discriminazione, razzismo, antisemitismo) ai principali fatti del Novecento europeo, ricerche, escursioni sui luoghi della seconda guerra mondiale, eventi e infine manifestazioni per il Giorno della Memoria.
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Nelle abitazioni di un tempo, gli spazi erano angusti, in un angolo il forno per cuocere il pane, il focolare dove dalla catena sotto la cappa pendeva il paiolo di rame quasi sempre pieno di patate, un tavolo, poche sedie di paglia, scranno, "l'arca" dove si conservava il pane; il tutto era illuminato fino al 1916 con lumi a petrolio, a olio e candele. Gelosamente custoditi erano l'olio e il vino, il tesoro della campagna sandonatese. Nell'alimentazione, il pane di grano era un lusso, si mangiava pane rosso mescolato con la segale insieme a fichi di stagione, la carne compariva di rado, ma non mancavano il vino, la polenta e le verdure. Scarseggiava il sale, che veniva barattato con le uova di gallina che ognuno all'epoca aveva sotto casa, in una piccola stalla.
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Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui). Nel 2015 le 118 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,35% del totale provinciale (33.605 imprese attive), hanno occupato 181 addetti, lo 0,17% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato un addetto (1,53).
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Sul territorio comunale si trova la Forca d'Acero, un valico appenninico posto a 1538 m s.l.m. sull'Appennino centrale lungo lo spartiacque appenninico primario tra Abruzzo e Lazio e il Colle Nero, 1.991 m., un rilievo dei monti Marsicani. La superficie territoriale è pari a 37,64 km², con un'altitudine variabile tra i 400 e 2000 metri. Lo sviluppo del paese è più accentuato verso ovest, per i seguenti fattori: L'orografia: lo sviluppo è avvenuto sul pendio meno ripido rispetto al pendio del vallone di Forca d'Acero. Il clima, essendo detto versante più riparato dai freddi venti che spirano da nord, lungo il vallone. Confina a Nord con i comuni abruzzesi di Opi e Pescasseroli, a sud con Gallinaro, ad Est con Settefrati e a Ovest con Alvito.
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