Alatri, in breve
Alatri (AFI: /aˈlatri/) è un comune italiano di 27 400 abitanti della provincia di Frosinone, nel Lazio, nota soprattutto per l'acropoli preromana cinta da mura megalitiche.
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La presenza umana nel territorio di Alatri è accertata dal periodo calcolitico. L'archeologo francese Louis-Charles-François Petit-Radel (1756-1836) pose la datazione della fondazione di Alatri prima della Seconda Colonia Pelasgica, risalente al 1539 a.C.. In epoca storica la città è abitata dalla popolazione osco-umbra degli Ernici, la cui capitale era la vicina Anagni. Nel 380 e nel 362 a.C. gli Ernici entrarono in conflitto con Roma. Nella successiva rivolta del 306 a.C. Alatri, rimasta fedele a Roma (...venissetque in periculum summa rerum, ni T.Quinctius peregrinis copiis, cum Latino Hernicoque exercitu, subvenisset...
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Sulla sommità dell'acropoli, sul podio di un antico ierone (altare ernico) e sui resti di un tempio dedicato a Saturno sorgono rispettivamente la Basilica di San Paolo apostolo e l'attiguo Vescovado, risalenti al periodo altomedioevale: ne abbiamo notizie fin dal 930. A seguito di un importante intervento di ristrutturazione effettuato nel corso del XVIII secolo, entrambi gli edifici si presentano al visitatore moderno con linee e forme settecentesche. La facciata della cattedrale, in pietra e laterizio, è stata realizzata assieme al campanile da Jacopo Subleyras tra il 1790 e il 1808; il modello è quello delle maggiori basiliche romane, con la presenza di un unico ordine di paraste a binati. Nel 1884 furono aggiunti l'attico e il timpano.
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La Scuola di Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia dell’Unicamillus dal 2026 ha sede all’Ospedale San Benedetto di Alatri. Biblioteca comunale Luigi Ceci nel Palazzo Conti-Gentili. Biblioteca Totiana, costituita dal fondo librario e l’archivio personale del poeta, giornalista e artista romano Gianni Toti (1924-2007) e dal fondo librario e l’archivio personale della pittrice naif e traduttrice ungherese Marinka Dallos (1929-1992), sua compagna di vita.
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La cucina popolare alatrese è caratterizzata da un forte legame con l'agricoltura di sussistenza, che sempre ha prevalso nella regione: non vi è quindi una netta tradizione legata ad animali di grossa taglia, né tanto meno al pesce. L'elemento centrale è quello cerealicolo, con ottime elaborazioni di pasta (per lo più all'uovo), pane e dolci secchi. La carne più consumata è quella bianca, con pollami e conigli, anche se la regina della tavola resta sempre di origine ovina, sia essa carne, che latte e derivati. Frutti e verdure sono quelli tipici dell'Italia centrale;
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La vita economica della città di Alatri è abbastanza eterogenea senza dimostrare una vocazione univoca. Ampio spazio è dato nelle zone rurali alle coltivazioni di piccola e media estensione, con cereali e ortaggi nella pianura meridionale e oliveti e vigneti nella parte nord-orientale più collinosa: la produzione di olio di oliva raggiunge alti livelli qualitativi ed ha ottenuto importanti riconoscimenti. L'aree boschive sono poco sfruttate e utilizzate per la raccolta di castagne, funghi ed altri prodotti spontanei. Intensa è la pastorizia di ovini, anche se col passare degli anni ha sempre meno peso nell'economia alatrense.
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La città di Alatri sorge su una collina bigemina della Valle Latina, alle pendici dei Monti Ernici che costituiscono il confine naturale del Lazio con l'Abruzzo. Il quadro altimetrico comunale mostra una netta prevalenza delle quote intermedie, comprese tra 300 e 600 metri sul livello del mare, che rappresentano quasi la metà dell’intero territorio comunale, mentre una parte non trascurabile supera i 1000 metri; nel suo assetto generale il territorio degrada dalle propaggini meridionali dei Monti Ernici verso il minimo di 175 m della piana di Tecchiena, comprendendo nella sua estensione gran parte del bacino del fiume Cosa, affluente del Sacco che scorre ad est del centro cittadino in direzione nord-sud.
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